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LA STORIA

QUALCHE CENNO

“The years we have been nowhere” raggruppa storie, tramite interviste, in Europa ed Africa con lo scopo di raggiungere più testimoni possibile. Tutte le storie ripercorrono la strada fatta dai deportati da quando presero la decisione di emigrare fino al loro rientro forzato in patria dove, una volta rientrati, sono additati come “perdenti”. Storie, persone e paesi diversi e diverse ragioni per le quali sono rimandati indietro.

Nato come un documentario che si focalizza su problemi sociali e sottoculture, vuole sottolineare la complessità delle identità, appartenenza e adattamento in rapporto alla comunità di deportati della Sierra Leone.

Tramite queste storie il documentario cerca di trovare una chiara e non sempre tangibile linea di demarcazione, svelando un mondo di dolore e angoscia.

In Sierra Leone le persone deportate affrontano dei dilemmi sociali come famiglie lacerate dai problemi finanziari, bambini con problemi comportamentali, assenza di rispetto nella società.

Le storie illustrano come certe iniziative politiche, l’esistenza o l’assenza di determinate leggi, sono responsabili della creazione di condizioni che possono portare alla violazione dei diritti umani, di sofferenza e ingiustizia.

Mentre i paesi occidentali sembrano puntare ad un incremento della cosiddetta politica della condivisione degli oneri l realtà ci svela che invece  viene sempre più stretta la morsa intorno a centinaia di migliaia di deportati.

Le storie dipingono casi di violenza, umiliazione e abuso di potere nelle procedure di deportazione così come un sottile ma non meno devastante atto di separazione delle famiglie tramite la detenzione e i rimpatri.

Cosi come i vari governi del mondo cercano di ridurre i flussi migratori, allo stesso tempo mettono la pressione affinché i migranti ritornino a casa loro che siano pronti o meno a farlo.  Mentre nei paesi in via di sviluppo che ospitano la netta maggioranza dei rifugiati di tutto il mondo il modo in cui le politiche occidentali affrontano il problema è del tutto inconsistente.

Il successo del documentario dipenderà molto dal budget e

dal supporto finanziario che riceveremo.

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